Se non ho altra voce

Se non ho altra voce per doppiare

in echi d’altri suoni il mio silenzio,

parlerò, parlerò, fino a scovare

la parola celata di ciò che penso.

E la dirò, contratto, tra sterzate

di freccia che avvelena anche se stessa,

o alto mare ostruito di vascelli

dove il braccio annegato ci fa cenno.

E spingerò in fondo una radice

se la pietra perfetta la via sbarra

e lancerò in alto quanto dice

che è più albero il tronco che è più solo.

E lei dirà, parola ora scoperta,

tutti i detti del vivere consueto:

quest’ora che sconforta e che conforta,

il non vedere, il non avere, il quasi essere.

(José Saramago)

 

Non ci ho capito quasi niente ma c’è qualcosa, qui dentro, che mi ha catturata.

Se qualcuno me la spiega forse capisco cos’è.

(Io le detesto, le poesie. L’ho già detto, vero?)

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