Regole e buon senso

” Dobbiamo imparare bene le regole,
 in modo da infrangerle nel modo giusto “
(Dalai Lama)

“Mamma, esco in bici, a che ora torno?”

Lo guardo. Ha già una mano sulla maniglia della porta d’ingresso. E’ alto, muscoloso, un corpo da uomo gestito da una centrale adolescente.

Mi trova abbassando lo sguardo ma è ancora uno sguardo bambino che si stupisce della strana angolazione che deve creare per raggiungere quello di sua madre.

Bizzarre creature, gli adolescenti.

A che ora tornare, mi chiede.  Fin da quando ha avuto il suo primo orologio ho insistito sull’importanza del tempo, di essere puntuali, del rispetto del tempo degli altri, di chi ti aspetta, di chi impegna il proprio tempo per te.

Oggi la curiosità di vedere cosa è rimasto di tutte quelle parole è grande, quasi quanto la tentazione di provare a togliere una regola creata come contenitore per impedirgli di fare fesserie. Alzare la gabbia e vedere che fa.

Cerco di mascherare il filo d’ansia che mi sale dallo stomaco e gli rispondo “Quando vuoi, decidi tu”.

E’ solo la coda del mio occhio a cogliere i suoi che si fanno un po’ più grandi per contenere lo stupore.

Dentro di me inizio a pregare che si ricordi tutte le mille raccomandazioni che gli faccio ogni volta: il cellulare carico in tasca, non tornare quando fa buio, se vai dal tuo amico ricordati che c’è il provinciale da attraversare e nell’ora di punta è un casino, stai attento al traffico, comportati bene, torna in tempo per farti una doccia prima di cena….

Trattengo la voce ma spero con tutta me stessa che quei pensieri riescano a lanciarsi dai miei occhi mentre lo guardo e a raggiungere i suoi mentre gli dico “Quando vuoi, decidi tu”.

Prima di avere un figlio adolescente sono stata una madre rigidissima sul rispetto delle regole. Oggi che ho in casa questo tredicenne inizio a pensare che le regole siano stampelle che aiutano il buonsenso a rinforzarsi, rotelline che impediscono al bambino di cadere dalla bicicletta. Ma che prima o poi vadano tolte. E l’adolescenza è l’esatto momento in cui provare a farlo: una serie di test in ambiente protetto per misurare quanto manca ad essere adulti davvero.

L’educazione a mio parere passa necessariamente dalle regole ma il rispetto delle regole non può essere l’obiettivo finale. Quello che vorrei che mio figlio imparasse è ad usare il buonsenso perchè è il buonsenso a fare di un essere vivente un uomo libero, maturo, sicuro di sè. Vorrei che imparasse a scegliere un orario di rientro, un comportamento, una parola non per il rispetto di una regola ma perchè è in grado di raccogliere elementi di valutazione, di considerare le conseguenze e di decidere cosa sia meglio. Lo vorrei e allo stesso tempo ne sono terrorizzata.

Ma da tempo ormai sono giunta alla conclusione che le regole diventano davvero necessarie quando l’uomo dimostra di non avere sufficiente buonsenso. Il loro numero è inversamento proporzionale alla statura morale dell’ambiente che devono controllare.

Tutto questo penso, affacciata alla finestra, da dove ho visto mio figlio uscire un paio di ore fa.

La luce del giorno ha appena iniziato ad abbassarsi quando dal fondo della via vedo quel ragazzo che pedala tranquillo verso casa, stando bene sul bordo della strada, indossando, unico tra i suoi amici, il casco che nessuno gli ha mai imposto.

Sta tornando a casa ad un’ora che non è una regola ma una sua libera (e ottima) scelta.

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