Ecco perché non comprerò un ebook reader. Forse.

di francaberbenni

Ho passato il 2010 a leggere le opinioni di chi è a favore del libro di carta e di chi è ormai passato al supporto tecnologico.

Ho letto le recensioni di tutti i principali ebook reader.

Ho eseguito diligentemente tutti i test che promettevo di indicarmi quale fosse quello più adatto a me. Ogni volta ne usciva uno diverso ma io risultavo sempre compatibilissima con quella forma di lettura.

Insomma, ho passato un intero anno a dire ai miei amici: “Ok, nel 2011 farò anche io il grande passo”. E già pregustavo il gesto di estrarre quella sottile e leggera tavoletta in metropolitana, in fila alla posta, o di posarla con eleganza a fianco del mio panino al bar.

Ma oggi non ne sono più così convinta.

No, non è un residuo di romanticismo (siamo seri, su…), di attaccamento all’oggetto o all’abitudine. E’ che ci sono una serie di punti che mi lasciano perplessa:

1- Il primo punto è fondamentale. Cosa diavolo me ne farò di tutti i libri che ho già comprato e che non ho ancora letto? Si dà il caso che io ne abbia un discreto numero. Calcolando una media di due libri al mese, potrei smettere di comprare libri oggi e vivere ancora una ventina di anni senza rimanere a secco. Ecco, siamo su quelle cifre lì. Avrebbe senso comprare ANCHE la versione elettronica di un libro che posseggo già di carta? Non credo sia mai stata presa in considerazione la possibilità di uno scambio, anche alla pari: io ti porto il cartaceo e tu mi dai la versione elettronica. No eh?

2- Una volta comprato il mio ebook reader, avrà ancora senso entrare in una libreria? E se sì, quale? La libreria è un ambiente in cui mi trovo bene, dove le commesse di solito non sono taglia 38 su tacco dodici e con capelli da favola. Le librerie sono il mio luogo d’appuntamento preferito, perchè io sono sempre in anticipo e gli altri sempre in ritardo, ma se devo aspettare qualcuno in una libreria gli perdono anche di essersi completamente dimenticato dell’appuntamento. E poi il raccogliere sette o otto libri tra gli scaffali e riuscire ad arrivare alla cassa solo con uno o due facendo il gioco della torre. Tutto questo non ci sarà più, vero? A meno che non si possa entrare in libreria, sfogliare e giocare con i libri di carta e poi alla cassa scaricare il formato elettronico…

3- Un dubbio molto pratico, ora. Mi piace leggere ma non sono molto colta (neanche molto sveglia, a dirla tutta). La mia memoria funziona un po’ come  e quando vuole, sono pur sempre sulla soglia dei quaranta. Ora, se del libro che sto leggendo non vedo ogni volta che lo prendo in mano titolo, autore e copertina, come accidenti farò a ricordarmelo? E’ una cosa importante, questa. Metà del mio piacere di leggere si fonda sulla possibilità di poterne parlare con qualcuno o di richiamare quella storia al momento più opportuno. Ho paura che con un ebook reader ogni libro  mi evocherà solo righe di inchiostro elettronico, caratteri neri su fondo bianco. So mica se ce la faccio.

4- Prestare i libri per vederli ritornare sottolineati, commentati, impiastricciati: neanche a parlarne, mi sa.

5- Un pacchetto che contiene un libro è il mio regalo preferito. Sia da ricevere che da fare. Ok, ci sono sempre i cioccolatini. Ma durano molto di meno. Sì perchè per me, regalare un libro significa regalare compagnia. Ma come lo impacchetti un e-book? La sua forma elettronica gli impedisce di essere un oggetto da portare in dono.
Qualcosa di simile è successo con la musica, con la differenza che oggi si può ancora regalare un cd e, chi lo riceve, può decidere se ascoltarlo nell’impianto stereo di casa oppure se trasformarlo in pochi secondi nel formato adatto al suo dispositivo preferito.

6- Dove faccio fare l’autografo all’autore, se mi capita la fortuna di incontrarlo?

7- Quando saremo a regime, quando la gran parte dei lettori si doterà di e-book reader, ve li immaginate i vagoni della metropolitana? Tutti chini su apparecchi molto simili e anonimi. Nessuno saprà cosa sta leggendo il vicino. Niente sguardi curiosi, complici o carichi di disprezzo. Uff.

8- Una piccola storia, ora. Ho un amico che fa il fotografo, bravissimo. Gli ho chiesto il permesso di stampare alcune sue foto perchè le trovo splendide. Ci volevo fare altro, in realtà, ma ho finito per usarle come segnalibri, scegliendo ogni volta quella adatta al libro che sto leggendo. Ad esempio questa per I sommersi e i salvati (P. Levi), questa per “Le madri non sbagliano mai” (G. Bollea), questa per La macchia umana (P. Roth). Poi ho iniziato un altro libro e mi serviva un volto di donna, che ho scelto tra quelle foto. E per una serie di coincidenze la donna raffigurata nella foto che ho scelto l’ho trovata e l’ho conosciuta. E le presterò presto il libro e la sua foto. Eccavolo, pensa se c’avessi avuto l’e-reader…

Insomma, non so.

Credo di non essere pronta.

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