Auguri e coraggio

C’è una cosa che mi ha colpita, nella giornata di oggi.
No, non è stato il fatto di essermi alzata tardi di giovedì o di aver visto tante bandiere tricolori appese alle finestre.
Sono stati gli auguri.
Ci siamo fatti gli auguri per l’anniversario dell’Unità d’Italia.
In genere non capisco il senso degli auguri. Non afferro il senso degli auguri a Natale o Pasqua. Forse ci si augura semplicemente di passare una buona giornata, forse non capisco perchè ne ho perso il significato religioso, non so.
Non mi piacciono le cose che non capisco e quindi di auguri, di solito, ne faccio pochissimi.
Però oggi, man mano che trascorrevano le ore, man mano che sentivo quell’augurio espresso e accolto, ho iniziato a vederne un senso.
Non sarà stato così per tutti, forse, ma ho iniziato a vederci la voglia di ricordare qualcosa di grande che abbiamo fatto tutti insieme. Non c’era lo sguardo di circostanza del Buon Natale, c’era la complicità nel riconoscerci parte di una stessa cosa, di uno stesso percorso.
E quell’augurio l’ho interpretato come un “Eh, è stata dura, ma guarda quanta strada abbiamo fatto. E’ lì a dimostrarci che possiamo percorrere anche tutta quella che abbiamo davanti. Coraggio.”. Come se per un tempo molto lungo avessimo lavorato tutti alla costruzione di un edificio immenso ed oggi, ancora un po’ impolverati e con le mani sporche, guardando l’opera incompleta ci fossimo fermati un attimo e ci fossimo riconosciuti tutti artigiani dello stesso progetto.
L’augurio ce lo siamo fatti a vicenda con questa esortazione al coraggio, al non darci per vinti al peggio che da questa Italia in molti si stanno impegnando a tirare fuori.
Ho fatto  gli auguri alla gente che ho incontrato per strada, in edicola, al bar. Ho visto in ciascuno di loro gli antenati che avevano combattuto per questa Italia. E a me non sembra poca cosa.
Poi è vero, molto di questa Italia non mi piace come non piace a chi oggi ho sentito borbottare contro questa giornata di festa.
Però da qualche generazione la mia famiglia ne ha costruito un pezzetto. Il fatto che non sia venuta benissimo non mi dà una buona ragione per negare di farne parte, posso solo fare in modo che la mia, di parte, sia almeno onesta.
Auguri, quindi, a tutti gli italiani. A quelli fieri di esserlo, a quelli che se ne vergognano, ma soprattutto a quelli che ogni giorno l’Italia la fanno diventare un po’ migliore.
Grazie per la fatica vostra e di chi vi ha preceduto: è a questa vostra fatica che voglio aggiungere la mia.
Auguri. E coraggio.

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