Momento di trascurabile genitorialità.

di francaberbenni

E’ dalla seconda elementare che non voglio saperne dei suoi compiti.

Però siamo un po’ in emergenza, la scuola media che sta finendo di frequentare con buoni risultati mi lascia grosse perplessità su quanto possa averlo preparato ad affrontare una scuola superiore.

Tutto questo per dire che ora, la sera, spesso mi chiede di ripassare insieme quello che ha studiato e io cerco di aiutarlo. E’ proprio lo studio la parte che mi preoccupa, il metodo, l’allenamento alla memorizzazione e, soprattutto, la sua grande difficoltà ad esprimersi. Perchè non lo fa mai.

E’ un ragazzo taciturno e riservato, Diego. Non timido, però chiuso. Il tipo che ti risponde che a scuola è andata bene solo perchè è la risposta più breve. Sono otto anni di fila che a scuola va ininterrottamente bene.

Ieri sera doveva ripassare la seconda guerra mondiale ed era preoccupato perchè non riusciva a memorizzare le date fondamentali.

Abbiamo dovuto lasciare il divano al padre che voleva guardare qualcosa in tv e ci siamo piazzati sul lettone.

Alla fine, vederlo rotolarsi dalle risate perchè riusciva ad applicare tutti i trucchetti per memorizzare quelle date e a vincere così il supermegaquiz a cui abbiamo fatto finto che stesse partecipando, è stato uno dei momenti che voglio ricordare.

Che lui rida di gusto è qualcosa di molto raro.

Che capiti mentre sta facendo l’esercizio più noioso del mondo lo rende degno figlio di sua madre.

(E fa sentire me come se avessi appena segnato un goal ai mondiali.)

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