In and out

di francaberbenni

Qualche settimana fa mi è capitato di leggere una recensione del libro “Qualcosa, là fuori”, di Enrico Bellone, un filosofo e fisico recentemente scomparso.

Non capisco nulla né di fisica né di filosofia, non so perchè mi sia fermata a leggere quella recensione.

Ma ci ho trovato una riflessione che mi tormenta da quel momento.

Tutte le informazioni che ricaviamo dall’ambiente in cui siamo sono frutto della decodifica di impulsi elettrici che i nostri organi di senso trasmettono al cervello: niente di nuovo, l’abbiamo imparato tutti più o meno alle medie. Però questo significa che è la nostra coscienza a creare l’esperienza dei suoni, degli odori, dei colori, che non sono nel mondo. E qui già ho vacillato. La frase che mi ha stesa è stata questa: “La realtà è ben diversa dal luogo pieno di rumori, colori e odori in cui il cervello ci fa vivere. Essa è un silenzioso e grigio contenitore di molecole senza odori, sapori e temperatura, di atomi e di campi elettromagnetici in vibrazione”. Questo spiegherebbe anche perchè continuiamo ad avere la sensazione di essere su una terra piatta ed immobile quando da qualche secolo sappiamo che ci troviamo invece su una sfera lanciata a forte velocità nello spazio.

Il mondo, in pratica, non esiste fuori da noi. Ma solo dentro.

Non so se ne sono più affascinata o più spaventata.

Per i più curiosi, qui c’è l’articolo completo.

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