Alla mia pediatra

Gentile dottoressa,

è un giorno davvero difficile questo.

Lo so che forse avrebbe dovuto essere Diego a scriverle due righe per ringraziarla di come si è occupata di lui in questi anni. Ma Diego lo conosciamo: non è il tipo e io non lo forzerò.

Al di là di questo la devo ringraziare anch’io per un sacco di cose. Ho avuto la fortuna di avere un figlio forte e sano. Un bambino che, se mi guardo indietro, ha dato ben pochi problemi. Però il solo pensiero che per ogni dubbio io avrei potuto chiamarla ed avere una risposta chiara, essere tranquillizzata sulle scemenze ed accompagnata in quello che andava fatto nelle situazioni un po’ più serie, ecco, tutto questo ha reso questi 14 anni molto più semplici.

Una delle cose che mi disse quando venni da lei la prima volta, spaventata dalla mia incompetenza sui bambini di una settimana come quello che tenevo goffamente in braccio, la ricordo ancora oggi: “Si scelga una persona di cui si fida e segua solo quella”.

Era un consiglio molto strano dato da un medico e mi colpì molto.

Forse aveva già capito che avrei scelto lei, o forse sperava che scegliessi chiunque altro, non lo so.

Quel consiglio l’ho sempre seguito come fosse vangelo. Per tutto quanto riguardava la salute di Diego non c’erano mamme-nonne-amiche-giornali-enciclopedie-ragionamenti che contassero: si faceva quello che aveva detto la dott.ssa Corbella, fino all’ultima virgola.

Sono sicura che conti molto, questo, in quello che Diego è diventato. L’ha visto: è grande, forte, serio. Sì forse un po’ troppo serio, sulla sua socialità non siamo riusciti a seguire proprio tutte le sue virgole anche se ci siamo impegnati. Però è decisamente pronto a diventare un adulto.

Lei ne ha visti sicuramente tanti, diventare uomini. Trasformarsi da pannolini puzzolenti a visi pieni di brufoli e oltre. Chissà se ad un certo punto sembrano tutti dei miracoli: perché è quello che sembra a me, che ne ho visto solo uno. Un miracolo che ha richiesto del lavoro e dell’impegno, certo, ma che mi sarebbe sembrato molto più faticoso se non avessi saputo di poter contare su di lei. Non ci sarebbe stato questo miracolo, senza di lei. Non sarebbe stato così.

E adesso?

E’ davvero incomprensibile come proprio quando un ragazzo si affaccia ad un’età in cui riuscire ad essere presenti e utili è molto più difficile, i genitori vengano lasciati da soli. Non capisco come non ci possa essere una via di mezzo tra il mio medico di base che mi chiede solo quanti giorni di permesso mi deve prescrivere ed uno psicologo per adolescenti. Non per Diego, ma per me.

Forse è giusto che sia così, i genitori devono essere soli in modo che l’adolescente riesca a distruggerli più facilmente visto che, come ci ha detto, è da lì che deve passare per diventare adulto davvero. Questa potrebbe essere una spiegazione, anche se di scarso conforto.

In realtà volevo solo esprimerle la mia gratitudine per tutte le risposte che ci ha dato in questi 14 anni e anche per le volte che mi ha sgridata. E volevo in qualche modo anche dirle che ho un po’ paura nell’allontanarmi da un punto di riferimento così importante.

Ecco, forse mi sento un po’ come se fossi entrata io nell’adolescenza.

Ma magari questo a Diego non lo diciamo.

 

Grazie, davvero.

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