Solo nebbia

Scendo dall’autobus e me lo trovo lì, appoggiato a quel muro, le mani in tasca, la testa un po’ incassata tra le spalle ma gli occhi rivolti in su, a cercare i miei.

I miei passi assumono subito il ritmo della resa mentre mi avvicino. Abbasso lo sguardo sull’asfalto umido di nebbia e sui miei piedi illuminati a stento dalla luce del lampione.

Sono in trappola.

Lui non ha ancora mosso un muscolo ma quegli occhi che mi guardano hanno già stipato discorsi interi nella distanza tra noi. Li percorro tutti, sentendo sul viso ogni singola parola non pronunciata mentre mi avvicino.

Sono stanca e scoraggiata. Ma se non lo fossi lui non sarebbe qui.

Ci incamminiamo, lenti, stringendo ciascuno il proprio giubbino dall’interno.

Fa freddo.

Più dentro che fuori.

Mi piace camminare. Camminare mi aiuta a pensare. Camminare  è la mia condizione naturale:
le scelte più coraggiose, le risposte più sincere le ho sempre raccolte al ritmo dei miei piedi su una strada.

Lui lo sa. E’ per questo che stiamo camminando adesso. Dal buio al mio fianco mi arriva il suono della sua voce: “Ce la fai?”

E’ il tono, che mi frega. Non mi lascio avvicinare da nessuno che non mi convinca prima con il suo tono di voce. Lui ha avuto vita facile fin dal primo incontro.

Se ce la faccio, mi chiede.

Mi fa la stessa domanda da anni, forse decenni. Eppure ogni volta sembra nuova perchè sorvola una geografia diversa di sconfitte e delusioni.

Anche la mia risposta non cambia: “No, questa volta credo di no”.

Sorride, anche se non lo vedo. Sta pensando a quello che penso io: se non ce l’avessi fatta ogni volta che credevo di non farcela, avrebbe smesso di aspettarmi nelle sere di nebbia alla fermata dell’autobus già da un pezzo.

A volte credo che lui compaia con un preciso intento: quello di farmi camminare per un po’ al buio ascoltando i suoi passi e che sia quello specifico ritmo a farmi sollevare un attimo lo sguardo sullo squallore della mia vita e a permettermi ogni volta di trovare uno spiraglio, minuscolo, in qualche angolo.

Che sia maledetto per questo.

Faccio in tempo a pensarla, la maledizione.

Ed al mio fianco i passi non ci sono più.

Solo nebbia.

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