Francamente

Mese: gennaio, 2012

Ragnatela d’inverno

Foto

Repetita

Interno. Giorno.

Una donna sta armeggiando con il telefono nel maldestro tentativo di fare delle foto decenti ad alcuni libri disposti sul tavolo della cucina.

Un adolescente si avvicina.

“Scusa, mamma, ma perchè non usi la macchina fotografica?”

“Non sono capace, con quell’affare e tutte le sue impostazioni!”

“Ma no, mamma, è facile, devi solo impostare la modalità Macro. Guarda, ti faccio vedere”

“No, lascia perdere, me l’hai già mostrato una volta e non ci ho capito niente. Uso il telefono”

“Ok ma’, usa pure il telefono. Ma lascia che ti mostri come impostare la macchina fotografica ancora una volta. Repetita iuvant.”

“…”

Lui sorride sotto i baffi, lo sa che l’ha detta grossa.

Di fronte ad un Repetita iuvant la donna non può tirarsi indietro ed ascolta di nuovo la spiegazione.

Questa volta non la dimenticherà.

La prima citazione in latino di tuo figlio non la scordi più.

Senti chi parla

Non amo gli animali. Spesso mi fanno paura. In ogni caso me ne tengo bene alla larga.

In particolare fatico a comprendere quel legame di attaccamento profondo che lega una persona al suo gatto o al suo cane.

A volte, soprattutto d’inverno, mi trovo a riflettere che si debba essere proprio dei folli per prendersi in casa un animale che ti costringe ad uscire, ogni santo giorno, in qualunque condizione climatica. E non voglio neanche parlare di tutta l’operazione di raccolta degli escrementi…

Io ho solo avuto un figlio ed i primi tempi è stato faticoso accudirlo, cambiargli il pannolino, imboccarlo, portarselo in braccio di qua e di là, ma almeno c’era la prospettiva che tutto sarebbe finito presto, che sarebbe cresciuto e sarebbe diventato autonomo. Nel caso di un animale non hai nemmeno questa speranza.

Guardo queste persone che vagano, magari con la nebbia, o con il vento gelido, il ghiaccio per terra, il fango lungo il bordo della strada. E mi chiedo: “Ma chi glielo fa fare? Sono pazzi!”

Poi mi accorgo che le sto incontrando, queste persone, perchè in quelle condizioni atmosferiche estreme anche io non sono davanti ad un camino o sdraiata su un divano. Le incontro perchè, con la nebbia, il ghiaccio, la pioggia, il fango io sono fuori a correre.

E dal fumetto che esce dalle bocche dei proprietari di un cane io leggo esattamente quello che ho appena letto nel mio.

Ora, quando incrocio qualcuno con il cane mentre sono fuori a correre, sorrido.

E’ faticosissimo ammettere che si tratta di un sorriso di complicità.

Perpetuo

Bene, è arrivato il nuovo calendario da appendere in ufficio.

perpetuo

Ce la posso fare

Leggo su un giornale che, secondo l’immancabile studio americano, il cervello inizia a perdere colpi a 45 anni.

E’ un argomento che mi interessa: ho svoltato i 40 da poco e tengo alle mie cellule cerebrali più che al mio girovita. Proseguo quindi avidamente lungo l’articolo e trovo finalmente quel che mi preme sapere: sì, si può fare qualcosa per porre rimedio.

I consigli sono sempre i soliti, quelli che valgono anche per la demenza senile, i disturbi della menopausa, i problemi cardiocircolatori, la depressione e le rughe. Insomma, bisogna svolgere regolare attività fisica, mangiare in maniera equilibrata, mantenere il cervello impegnato, porsi sempre degli obiettivi, aprirsi al mondo e alle novità.

Ho tirato un sospiro di sollievo.

Anche questa volta sono tutti obiettivi alla mia portata.

Il giorno che gli scienziati americani si inventeranno che la salute psicofisica dipende in modo sostanziale dalla pulizia regolare e accurata della propria casa io sarò una donna finita.

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