Ringraziamento

di francaberbenni

Capita di scoprire, con stupore e incredulità, che quello che vorrei dire l’ha già detto qualcun altro e molto meglio di quanto avrei mai potuto dirlo io.
Che l’abbia fatto in una poesia, genere a cui sono notoriamente allergica, mi disturba un po’. Anche se questa assomiglia molto poco ad una poesia: basta togliere gli “a capo” e diventa prosa toccante.
E’ una poesia per finta.
Secondo me l’ha scritta in versi per fare in modo che chi dice di non amare la poesia non la potesse mai trovare.
Se non per caso, se non per una certa predestinazione.
Furbissima, la Szymborska.

 

RINGRAZIAMENTO (Wislawa Szymborska)

 

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

 

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

 

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l’amore non può darlo,
ne’ riesce a toglierlo.

 

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l’amore non capisce,
perdono
ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

 

Da un incontro a una lettera
passa non un’eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

 

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

 

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

 

E’ merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perché mobile.

 

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

 

“Non devo loro nulla” –
direbbe l’amore
su questa questione aperta.
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