Starnuti

di francaberbenni

Luca lo ripeteva spesso, ogni volta che se ne presentava l’occasione: “Attenta a non fare mai confusione. L’amore e il matrimonio sono due cose distinte e non collegate”.

Io avevo ancora l’età dei sogni e delle illusioni, sorridevo mentre mi aggrappavo alla mia giovane certezza che non fosse così, quella certezza fatta di cartoni animati e romanzi in cui tutto, o quasi, succedeva per amore.

Luca ci provava, a spiegarmelo. La cosa che lo divertiva di più era la promessa di amore eterno: “Ma ti rendi conto? Ti chiedono di promettere che amerai una persona per tutta la vita, come se tu potessi deciderlo davvero!”.

Io mi rabbuiavo un po’. Ma come? Io voglio amare il mio principe azzurro per tutta la vita e  mi aspetto che anche lui mi prometta la stessa cosa. Saremo felici e avremo tanti bambini. Certo che posso decidere chi voglio amare! Pensavo che fosse tutta una scusa, quella di Luca. Lui era così bello, le ragazze se lo contendevano, dal suo punto di vista era più facile stabilire che non dipendesse da lui e vivere ogni storia che gli si presentava piuttosto che prendersi un impegno con una sola persona. “Vedila come vuoi” mi rispondeva “ma hai appena definito l’amore un impegno”. Non mi piaceva essere colta in fallo così spietatamente.

Però, gli dicevo, se vuoi creare una famiglia, crescere dei figli, comprare una casa devi contare sulla fedeltà della persona che ami. Eravamo seduti sulla nostra panchina preferita e guardavamo distratti la gente che si godeva le prime giornate tiepide dopo il lungo inverno. Lui si passò le mani sulla faccia e tra i capelli e per un attimo pensai a tutto quello che sarei stata disposta a dare, perchè quelle mani fossero state le mie. “Non ti innamori di una persona perchè vuoi comprare casa. Ti innamori perchè quella persona ti fa stare bene, perchè ti completa, per un sacco di altri motivi. Ma non per comprare casa. Poi ci sono progetti importanti che si affrontano meglio in due e per i quali è importante scegliere la persona giusta. Il matrimonio dovrebbe sancire e regolare questo tipo di unioni e lasciar perdere l’amore, sarebbe tutto molto più semplice. Facciamo finta che io e te siamo innamorati”.

Pregai che fosse troppo preso dal suo ragionamento per accorgersi che la sola ipotesi mi scatenava l’inferno dentro. “Se fossimo innamorati tu saresti la persona più importante al mondo per me. E sarebbe con te che vorrei realizzare i miei progetti più importanti. Ti chiederei quindi una promessa: la promessa del tuo impegno a realizzare con me alcuni progetti, come la crescita di un figlio, l’acquisto di una casa, un viaggio insieme alla scoperta del Tibet. Potrei anche chiederti di promettermi di aiutarmi nel caso mi dovessi ammalare o dovessi perdere il lavoro. Ma sarei davvero stupido a chiederti di amarmi per sempre perchè, quello, non dipenderebbe da te.”

In quel momento gliel’avrei promesso eccome, insieme allla casa, ai figli e al Tibet. Era adorabile. Sia quando mi parlava, guardandomi come se le parole dovessero entrarmi dagli occhi, sia quando stava zitto e guardava altrove.

“Si può promettere un impegno, niente di più. Promettere un amore è come promettere che non starnutirai mai: se succede è solo un caso, non certo merito tuo. La promessa la pretende chi non ha mai amato. Se ami lo sai che non puoi farci niente.”

Si alzò in piedi e si stiracchiò al sole. Io recuperai in fretta la borsa dei libri che avevamo appena comprato durante la nostra scorribanda ed ero pronta a seguirlo in capo al mondo. Ma lui era fermo lì, non andava da nessuna parte. Mi appoggiò le mani sulle spalle e non lasciando scampo al mio sguardo mi disse: “Giurami che non farai mai promesse sui tuoi sentimenti e che non pretenderai mai alcun diritto sui sentimenti altrui”.

Devo avergli balbettato una risposta idiota che ho dimenticato.

Lui sostiene invece che ho giurato.

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