Fragomeni: quando un personaggio ti esce da un libro per salire su un ring.

di francaberbenni

Ieri sera ho guardato in tv, per la prima volta, un intero incontro di pugilato. Una di quelle cose che mai avrei creduto di poter e voler fare.

La spiegazione di un comportamento così insolito da parte mia è abbastanza semplice: un paio di settimane fa ho presentato Valerio Esposti, l’autore della biografia di Giacobbe Fragomeni, il pugile che ieri sera è salito sul ring per il titolo WBC silver dei massimi leggeri, qualunque cosa voglia dire.

La storia di Fragomeni, raccontata da Esposti in “C’era una volta il buio“, mi aveva colpita. Che importa se il pugilato non l’ho mai capito: volevo vedere come si muoveva, come guardava, come reagiva l’uomo di cui avevo letto in quel libro. Curiosità e voglia di sostenerlo in qualche modo, anche se così a distanza.

La diretta è iniziata alle 21 con altri incontri. Fragomeni è salito sul ring alle 23. Ho avuto il tempo di capire un po’ come funzionava: le riprese a tempo fisso, i ganci, i destri, i sinistri, i cartellini, i giudici, i punti. Sembrava tutto meno impressionante di quel che temevo: nessun ko, nessun orecchio strappato a morsi e niente sangue a fiotti.

Fragomeni ha affrontato Silvio Branco, un altro pugile over 40. Per entrambi il match rappresentava il punto di svolta: lo sconfitto avrebbe probabilmente concluso lì la sua carriera.

I due pugili si sono affrontati per 12 riprese da tre minuti ciascuna. Non capisco niente di pugilato (l’ho già detto?) e questo sport non mi ha certo conquistata ieri sera. Ma la mia curiosità è stata soddisfatta sia nel vedere i due pugili combattere sia nell’osservarli tra una ripresa e l’altra, seduti al proprio angolo, con i loro preparatori che li incoraggiavano e li tranquillizavano.

Il commentatore ripeteva che l’incontro era molto equilibrato, corretto ed emozionante.

Il semplice fatto che entrambi siano rimasti in piedi mi ha tolto l’unico elemento che poteva aiutarmi a capire chi avesse vinto. Ho passato le ultime riprese ad aspettare il momento finale, quando l’arbitro si sarebbe messo al centro del ring ed avrebbe alzato il braccio del vincitore: se fosse stato quello tatuato di Fragomeni avrei esultato anch’io, perchè sarebbe stata la vittoria di uno che un po’, ormai, conoscevo anch’io.

Alla fine ero fiera di me per essere riuscita a guardare due che si prendevano a pugni per 12×3=36 minuti di fila. Il mio divano potrebbe rivelare che ho anche un po’ incitato il pugile milanese ma io sono pronta a smentire. L’ultimo gong avrebbe dovuto chiudere il momento delle scazzottate e dare il via ai festeggiamenti per il vincitore ed alle pacche sulle spalle per lo sconfitto.

Non è andata così.

Dopo l’ultimo gong hanno iniziato a menarsi di brutto. Quelli senza guantoni e paradenti. E a differenza dei pugili che ad ogni intervento dell’arbitro durante l’incontro si ritiravano in buon ordine e quasi si chiedevano scusa, quelli non hanno sentito ragione. Ad un certo punto sul ring c’erano i due pugili con le braccia abbassate e degli sguardi a forma di punto di domanda mentre intorno a loro un sacco di altra gente si azzuffava e si insultava. Loro, Fragomeni e Branco, forse erano stanchi o forse hanno pensato che non ne valesse la pena: si sono rivestiti e se ne sono andati.

Insomma, la prima volta che seguo un incontro dall’inizio alla fine e non so neanche chi ha vinto. Ma che importa, non ero davanti alla tv per quello.
Volevo vedere un personaggio che avevo incontrato in un libro e volevo un po’ ricredermi sul mondo dei pugili.

Fragomeni mi ha accontentata. Il contorno un po’ meno.

Dal sito della Gazzetta dello Sport: Fragomeni batte Branco. Ma sul ring è caos totale.

 

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