Ora d’aria.

2013-05-11 18.51.21L’ho portato fuori dopo tanto tempo
Lui era disorientato all’inizio. Quando gli ho sganciato il guinzaglio mi ha guardato cercando di capire cosa stesse succedendo. Gli ho sorriso e con un cenno gli ho indicato il campo di erba alta davanti a noi. Lui ha annusato la terra sul bordo, è andato un po’ avanti, si è voltato verso di me per vedere se ero ancora lì a guardarlo, gli ho sorriso e finalmente ha capito. Ha iniziato a correre e a saltare fuori di sè per la gioia, in maniera un po’ impacciata all’inizio ma trovando presto il ritmo della sua felicità. Ogni tanto si fermava per lanciarmi uno sguardo, quasi un invito, e poi ricominciava a correre e a rotolarsi, inventandosi improbabili scenari e compagni di gioco.
Immobile al bordo della strada ho cercato di assorbire un po’ di quell’esplosione di vitalità che solo a guardarla mi scioglieva la tensione a spalle e stomaco.
Una folata d’aria un po’ più fresca ed un’occhiata all’orologio mi hanno riportata alla realtà e al mio ruolo.
L’ho richiamato con un fischio. Mi ha raggiunto ansimante.
Lo scatto del guinzaglio ha fatto più male a me che a lui, che ha continuato a guardarmi adorante.
Il cuore, come certi cani, è un po’ sciocco: ti è riconoscente per mezz’ora di libertà dimenticando che sei sempre tu a tenerlo imprigionato per il resto del tempo.

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