Dal libro all’ebook e ritorno.

di francaberbenni

Ero sicura che non l’avrei mai usato.
Poi mi sono ricreduta. L’ho comprato e l’ho utilizzato. All’inizio in modo esclusivo: so bene che per certi cambiamenti serve un po’ di rodaggio, bisogna costruire una nuova abitudine, ci vuole tempo.
Ora dopo due anni di tentativi me ne sono fatta una ragione: non sono tipa da ebook, almeno fino a quando gli ebook non diventeranno quel che credevo che fossero la prima volta che li ho sentiti nominare: non solo monitor che cercavano di scimmiottare un libro di carta, ma dispositivi e prodotti che avrebbe permesso di fare della lettura un’esperienza nuova, con immagini, suoni, collegamenti, approfondimenti.
8E pensare che mi aveva entusasimata l’idea della biblioteca immensa sempre e ovunque disponibile e dei prezzi innegabilmente più bassi dei libri. Ce l’ho messa tutta ma la lettura digitale è un vestito che porto con malagrazia, non sono a mio agio.
Ho provato con le buone: poche pagine al giorno, alternate alla carta. E anche con le cattive: per mesi sono uscita di casa senza libri di carta in borsa, solo l’e-reader.
Non è servito.
Sono tornata alla carta e, poichè la carta richiede un sacco di soldi e un sacco di spazio, ho riscoperto la biblioteca. Ho ricominciato ad avere sempre una borsa molto pesante e a scrutare in obliquo chi controlla la copertina del libro che leggo in metro per vedere la faccia che fa.
Ho capito che parte del piacere della mia lettura passa anche dal considerare il libro che sto leggendo un oggetto con un inizio ed una fine, o una persona che mi tiene compagnia mentre mi racconta quel che mi deve raccontare e che poi lascerà il tempo, ma anche lo spazio, a qualcun altro che avrà un aspetto molto diverso dal suo. E che anche grazie a questo, al suo aspetto diverso, io mi ricorderò di lui.
Mi piace l’idea del libro che mi accompagna nei giorni in cui lo leggo. Mi piace pensare che si trovi bene tra le mie mani, che si lasci toccare volentieri.
Questo sì che è davvero curioso: io che non amo toccare le persone ho bisogno di toccare i libri.
Ma secondo me un nesso c’è.

Annunci