Quella cosa della stella

storia_stella copiaNe abbiamo parlato l’altra sera, in uno di quei dopocena che sono ormai lo spazio che ci ritagliamo per fare due chiacchiere noi due da soli.

C’era questa cosa che ti volevo spiegare perchè mi sembrava importante, ma nonostante i disegnini non mi è venuta benissimo.

Te ne sei accorto anche tu. E il giorno dopo mi hai chiesto di rispiegarti “quella cosa della stella”.

Le personalità, ti dicevo, sono tutte diverse. Immagina come se ciascuno di noi avesse la forma di un rettangolo, di un rombo, di un’ellisse, di una stella (appunto). Molto spesso all’interno di queste forme diversissime si trova una parte comune a tutti, fatta di buonsenso, di giudizio comune, di buona educazione, di valori condivisi, di rispetto delle norme base del vivere civile. Quella è la parte che ci rende tutti uguali e tutti meritevoli di rispetto. Il resto è quello che ci differenzia dagli altri.

Il problema è che non ci è dato sapere la forma che abbiamo, non esiste uno specchio che ci rimandi con buona approssimazione il nostro contorno. E allora che si fa?

Le strategie sono diverse.

C’è chi si rende conto che in fondo, per vivere sereni, è sufficiente restare nei limiti di quel rettangolino rosso: si rinchiude lì dentro, alza barriere di pregiudizi, di frasi fatte, di verità assolute e si proclama imperatore del proprio palmo di mano.

Altri provano ad avventurarsi fuori. Il terreno oltre quel quadratino rosso è pieno di avvallamenti. Percorrerlo non è affatto semplice e non esistono punti di riferimento né navigatori satellitari: si incontrano difficoltà inaspettate, bisogna inventarsi soluzioni per superare gli ostacoli, la luce il buio si alternano in maniera del tutto casuale. Però si fanno anche delle belle scoperte: si trovano tesori che non si credeva di possedere, si incontrano persone che ci aiutano a rendere più ospitale quello spazio e si sta decisamente più larghi.

Qualcuno, infine, non si accontenta di prendere coscienza di una parte di sè sufficientemente ampia e di renderla fertile. Sono le persone che scelgono di arrivare ai confini perchè quel che più interessa loro è sapere la forma che hanno, capire chi sono. E’ questo che ho provato a spiegarti: la nostra forma non è determinata dal contenuto ma dai confini. Sono loro a dirci chi siamo. Non puoi sapere chi sei se non arrivi ai tuoi limiti.

Incontrare i propri limiti non è quasi mai un’esperienza piacevole: per questo non è attività per tutti. Bisogna essere attrezzati per non farsi troppo male ed avere risorse che permettano di rialzarsi dopo il colpo. Serve più umiltà che spavalderia, più pazienza che aggressività, più tempo che soldi, più silenzio che rumore, più indecisione che sicurezza.

Ma, se mi è permesso un consiglio, ne vale la pena.

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2 Replies to “Quella cosa della stella”

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