Prospettiva.

Da qualche minuto accarezzo i riccioli biondi che si formano alla base di una nuca spingendomi cauta anche verso le spalle larghe e le braccia forti.

Era molto tempo che non ti lasciavi toccare: che il tempo delle coccole fosse finito ce ne siamo accorti insieme tempo fa. Tu hai iniziato a guardare oltre ed io ho allargato le braccia per non intralciare alcun battito d’ala.

Ringrazio in silenzio le coniche che ti hanno dato del filo da torcere nell’ultima verifica di matematica. Sei venuto a parlarmene e trovandomi sdraiata a letto con un libro ti sei sdraiato a tua volta, mi hai girato la schiena ed hai continuato a parlare di fuochi, di vertici e di tangenti, costringendomi ad avvicinarmi a te per vedere gli appunti oltre le tue spalle. Mi sono trovata a millimetri da una nuca che riconoscerei ad occhi chiusi. E li chiudo davvero, gli occhi, per non perdere nulla di questo profumo in cui mi sono tuffata per anni e che adesso annuso discreta, riconoscendo scie di dolcezza in quello che è ormai odore di uomo.

Da quanto non vedevo la tua nuca da questa prospettiva.

E’ l’ultima volta, lo so.

I prossimi occhi di donna che si impiglieranno tra questi ricci non saranno i miei.

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Primavera

2014-03-12 13.36.37_1Dovresti cambiare vestito anche tu, comprare qualcosa di leggero e colorato.

Raddrizzare le spalle, allargare le braccia, ridere.

Dovresti liberarti da quella zavorra di abiti e pensieri che ti fanno apparire così seria, così vecchia, così pesante.

Dimenticare la neve e tirare fuori i fiori più delicati, senza pensare a quanti ne hai già persi.

Dovresti fare come gli alberi: aspettare che il freddo passi e innamorarti ad ogni primavera.

Se solo tu avessi radici.

Se solo tu non avessi memoria.

Preghiera.

Prenditi cura di me

per qualche minuto

pochi secondi

il tempo di un abbraccio.

Appoggia un sorriso

su questa assenza di trucco

sui respiri stanchi

sulle mie unghie spezzate.

Soffiami nelle orecchie

parole che sto per finire:

ce la farai,

va tutto bene,

ti aiuto io.