Altalena

altL’altalena parte, d’istinto, dall’alto di un’euforia all’idea di rivederlo tra poche ore.

Poi scende e con quel buco allo stomaco inizia a ricordarmi che questa attesa non è condivisa. Che l’altro lato di questo incontro verrà verso di  me con la testa voltata indietro e gli occhi pieni di nostalgia per quello che si lascia alle spalle.

L’egoismo che mi contraddistingue si scioglie solo con lui, non riesco a riscuotere tutta la felicità che mi spetta se so che lui ne paga in parte il conto.

E’ un attimo.
Poi l’altalena risale e io vedo chiaro che è giusto così e che anche lui sarà contento di rivedermi.

Una salita ed una discesa in cui si alternano la mia emozione e la sua malinconia.
Lui ormai immerso in questo anticipo di futuro, di libertà, di mondo vasto e variamente popolato.
Io che sprizzo gioia per il suo tornare alla base. Indietro.

Mi sento un po’  guinzaglio
un po’ egoista
un po’ bambina  che stringe forte la bambola che aveva lasciato in un’altra casa.

L’amore dovrebbe essere qualcosa del tipo “felice-io felice-tu” e variazioni sul tema sempre in sincrono.
Con un partner forse è possibile.
Ma con un figlio da  un certo punto in poi finisce sempre che devi un po’ soffrire perchè lui sia felice. Ed il viceversa ti annienta.

“L’amore non è un sentimento. E’ un’abilità” dicevano nella  commediola vista ieri sera in tv.
Devo cercare un tutorial.
Dopo però.
Prima vado all’areoporto a nascondere due lacrime mentre riabbraccio mio figlio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...