Inutili generi

Di mestiere mi piacerebbe fare l’avvocato, l’ingegnere, l’architetto, l’insegnante.
Mi piace essere cliente, utente, turista, atleta.
Cerco di dimostrarmi gentile, paziente, entusiasta, intelligente.

Vorrei che a definirmi ci fossero sempre più parole senza genere, parole per le quali è indifferente che io sia uomo o donna.

Ho smesso di leggere romanzi che promettono le gesta di donne forti, coraggiose, combattive, sagge: voglio storie di persone che mi siano di esempio e di ispirazione perchè forti, coraggiose, combattive, sagge. Non perchè donne.

Vivo con fastidio questo continuo voler sottolineare, da parte delle donne soprattutto, l’eccezionalità dell’essere femminile. Da quel poco che posso verificare dalla mia esperienza quotidiana l’essere donna non ci dà alcun vantaggio automatico in termini di valore.
Conosco uomini e donne eccezionali.
Conosco uomini e donne peggiori dei rispettivi stereotipi.
Ed in entrambi i casi non riesco a trovare nessun rapporto causale che porti ai rispettivi apparati genitali.

L’altro giorno mio figlio mi ha detto: “Come genitore per me potresti fare di più”.
Come “genitore”.
Non come “mamma”.
Ha detto una cosa dimostrando l’esatto contrario.

Sono la peggiore delle presuntuose, lo so.

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