Di sogni, follie, pigrizie e scelte.

Qualcuno l’ha capito al volo appena ho accennato al fatto che stavo per prendere una decisione che mi avrebbe tenuta occupata per almeno tre anni

Qualcuno aveva anche capito che avevo già deciso. Ed era vero. Quando ho scritto quelle due righe su Facebook era venerdì pomeriggio ed ero sicura che lunedì, oggi, avrei inserito la mia domanda di ammissione alla laurea magistrale.

Ho sempre vissuto come un’ingiustizia il fatto che la mia vita mi avesse portata a non avere una laurea. La triennale l’ho conseguita per questo motivo, da adulta, con mio figlio che all’epoca aveva nove anni ad assistere alla discussione della mia tesi. Ma da qualche tempo meditavo di completare il giro con i due anni di laurea magistrale ed avere così una laurea “vera”.

Ci ho pensato per mesi. Poi, più  o meno quest’estate, l’idea si è fatta più concreta. Ho iniziato a cercare il corso di laurea più adatto a me, a verificare i requisiti di accesso, a dare un occhio ai programmi. Mi sono spinta oltre: ho procurato i libri dei primi due esami.

Durante il fine settimana ho iniziato a studiare, per prova.
E mi sono schiantata.

Ho capito che per una cosa così impegnativa non sono abbastanza motivata. Quell’orgoglio personale non è sufficiente a farmi rinunciare ai miei già piccoli momenti di relax. Lo studio è faticoso, molto più di quanto lo fosse qualche anno fa, ed  io non riesco più ad affrontarlo in modo sereno. Non in una vita in cui gli impegni e le attività da portare avanti sono già tanti. E tre anni sono troppi. Sarebbero tre anni in cui vivrei ogni attività extra studio con un senso di colpa spaventoso. Tre anni in cui mi richiuderei ancora di più su di me, sui miei doveri, sulla fatica, sull’impegno.

Se guardo con un po’ di onestà alla mia vita mi rendo conto che non è questo ciò di cui ho bisogno.

Forse è pigrizia. Forse è paura davanti alla fatica. Forse è solo una scusa.

Forse ho capito che la devo smettere di misurare il mio valore solo sulla fatica che faccio.

Forse rimpiangerò tantissimo questa scelta. Ma se dovesse succedere vorrei tornare qui, su queste righe, e ricordarmi il sorriso con cui le ho scritte. Mentre già stavo pensando al romanzo che avrei continuato a leggere sull’autobus, all’energia che avrei messo nella conversazione per stanare mio figlio dai suoi silenzi, alle strategie che mi sarei inventata per aiutare in modo più efficace i ragazzini che seguo nei compiti di scuola, alla preparazione della presentazione del prossimo libro, al sudore della mia prossima corsa.

Lo so, sembra una scelta da deboli, di chi preferisce la soddisfazione nell’immediato piuttosto che impegnarsi per qualcosa di più sostanzioso nel futuro.
Ma non credo che quella laurea potrebbe davvero migliorare la mia vita più di una carezza all’orgoglio: i suoi costi, economici e non, non verrebbero mai ripagati.

Il corso di laurea che avevo scelta era Teorie e tecniche della comunicazione.

Credo di avere più bisogno della pratica.

Annunci

2 Replies to “Di sogni, follie, pigrizie e scelte.”

  1. Ti leggo sempre volentieri, Franca… e mi piace la tua… franchezza. Brava, qualsiasi scelta tu faccia, è tua e porta la tua firma.
    Cambiamo sempre, ora dopo ora, giorno dopo giorno, mese e anno… Nulla è per sempre. Oggi va bene così, domani è un altro giorno e potrai avere rimpianti, oppure essere contenta della scelta che hai fatto. In ogni caso, hai scelto per come sei adesso.
    Un abbraccio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...