Diciassette

di francaberbenni

I tuoi diciasette anni li hai iniziati in braccio a me.

Appena hai capito come coordinarti in maniera utile hai gattonato in modo molto buffo fino a sollevarti traballante sulle tue gambe.
Hai camminato incerto nel tentivo di raggiungermi, inciampando e cadendo più volte, mentre io mi spostavo sempre un po’ più in là.
Hai infilato la tua manina nella mia e ti sei lasciato guidare, imparando a superare gli ostacoli e a combattere la stanchezza,
a fermarti sul bordo della strada prima di attraversare o davanti ad un semaforo rosso,
a correre per il ritardo o per il gusto di farlo,
mentre sulle tue spalle sempre più alte passavano veloci t-shirts, felpe, cappucci e zaini.
Poi la tua mano è uscita dalla mia ed il tuo passo, prima solo diverso, è diventato decisamente più veloce del mio.

Siamo qui, adesso.

Il mio corpo non ti può più guidare, sostenere o proteggere.
I miei piedi non calpestano più la strada prima dei tuoi passi.
Restano la mia voce ed il mio sguardo che ogni tanto ti volti ancora a cercare:
ma è giusta questa salita, tutta questa fatica? (sì!)
mi posso fermare? (no!)

Ti guardo da dietro e mi sembri un miracolo ancora più grande di quando ti hanno appoggiato per la prima volta sul mio petto.
Sei grande, sano e forte.
Hai una forza di carattere che già ti invidio, lo sguardo serio rivolto al futuro.
Qualche insicurezza da colmare, qualche ingenuità da limare
e tutti gli strumenti per farlo.

Là in fondo vedo la svolta e la luce che arriva dal tuo domani.
E’ vicinissima e lo so bene che lì mi dovrò fermare.
Ma ancora no, voglio arrivare in cima,
nonostante il fiatone e le gambe a pezzi.

Non vedo l’ora di godermelo quel cielo.

Mentre lo conquisterai con il tuo volo.

Continua così che stai andando benissimo.

Buon compleanno, Diego.

 

Diciassette

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