Cenacolo vinciano a Milano: solo per i più fortunati.

Cenacolo

Per una serie di motivi mi capita con una certa regolarità di avere amici che vengono a trovarmi da altre città. Milano non è Roma e nemmeno Firenze ma esercita comunque il suo fascino su chi di Milano non è. A questo si aggiunge il fatto che chi mi conosce sa che, pur non essendo esperta d’arte, mi piace raccontare storie e spiegare quel poco che so: chi viene a trovarmi da fuori mi chiede inevitabilmente  di mostrare loro qualcosa della città.

Il Duomo, il Castello, Brera, Sant’Ambrogio, San Lorenzo, la Scala, la Galleria, il quadrilatero della moda. E il Cenacolo vinciano.
Ho un debole per il Cenacolo. Perchè permette di raccontare parecchie storie interessanti, perchè è un affresco solo e non stanca nemmeno chi con l’arte tende ad annoiarsi, perchè riesce a coinvolgere sia gli adulti che i ragazzi: insomma, sarebbe la destinazione perfetta.

Sarebbe.

Al Cenacolo si accede solo con prenotazione.
E questo è del tutto comprensibile: l’accesso è regolato e a tempo. Peccato che:
– la prenotazione sia obbligatoria e non ci si possa prenotare presso la biglietteria stessa del Cenacolo
– online non ci siano MAI biglietti disponibili. Sembra ci siano. Poi si accede per acquistarli e si scopre che non ce ne sono più.
– non si possa giocare l’opzione “oggi mi sento fortunato” e presentarsi lì disposti ad attendere ore: senza prenotazione non si entra.
Resta il numero di telefono. Per telefono si riesce a prenotare anche nei giorni per i quali non risultano posti disponibili sul sito.
Il servizio è attivo dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30.
Provateci, se avete un po’ di tempo: 02 92800360.
Nove volte su dieci Tiscali vi dirà che il numero è occupato (addebiteranno qualcosa? boh). Una volta su dieci riuscirete a raggiungere la voce registrata che vi ricorderà gli orari del servizio e vi chiederà di attendere il primo operatore disponibile. A quel punto penserete di essere in vista della meta.
Illusi.
Dopo circa due minuti di attesa una voce registrata vi informerà che “per motivi di intenso traffico tutti gli operatori sono occupati” e vi inviteranno a richiamare. Questo anche alle 8.02 del mattino.
Sono anni che ogni volta che devo prenotare una visita al Cenacolo mi viene da piangere: in genere l’insistenza premia e dopo qualche giorno (sì, qualche giorno) di assidui tentativi (profondamente assidui) riesco a parlare con un operatore e a comprare i biglietti (che devono essere pagati all’istante e non sono rimborsabili, ovviamente).

Non riuscivo a spiegarmi perchè il Comune di Milano, in possesso di un tesoro come il Cenacolo, ne rendesse così difficile la fruizione da parte dei privati. Ma una cosa successa nei giorni scorsi mi ha fatto venire un sospetto.

Ho un’amica che fa la guida turistica: accompagna piccoli gruppi nelle mostre e nei musei della città. Lavora in proprio, è molto brava e nel tempo si è creata il suo giro di clienti. Lei, che è meno ingenua di me, al Cenacolo vinciano non ci porta più nessuno. Molto spesso invece accompagna persone alle mostre allestite a Palazzo Reale. In questo periodo ad esempio ci sono tre mostre molto importanti, anche se per motivi diversi: Van Gogh, Chagall, Segantini. Ci sono file interminabili in ogni giornata e a qualsiasi ora perchè quei nomi, è evidente, attirano folle di visitatori. Per queste mostre prenotarsi e comprare i biglietti in prevendita è la soluzione migliore ed è anche abbastanza semplice. Ma, da domenica scorsa e senza alcun tipo di preavviso, non è più possibile accedere alle mostre con una propria guida. Possono accedere solo i gruppi prenotati come tali, ma telefonando all’apposito servizio prenotazione gruppi già da settembre non ci sono nè giorni nè orari disponibili per un nuovo gruppo. E la mia amica che si è organizzata il lavoro con i suoi mini gruppi per i prossimi mesi, acquistando i singoli biglietti in autonomia, sarà costretta a dire ai suoi clienti: “Spiacente, voi potete accedere alla mostra ma io non posso entrare per farvi da guida”.
Lei perderà un sacco di lavoro e di credibilità.

Io vorrei ne perdesse un po’ chi, e non ho idea di chi sia, organizza la fruizione della cultura nel comune di Milano. Perchè il sospetto che l’impossibilità di prenotare biglietti singoli al Cenacolo vinciano e il divieto di farsi seguire da una propria guida alle mostre di Palazzo Reale siano legati da una logica schifosa di lasciare il campo libero solo alle grandi agenzie che gonfiano i prezzi alle comitive di stranieri, anche in vista di Expo, comincia a strisciare anche nelle menti molto ingenue e poco propense al complottismo come la mia.

La prossima settimana avrò ospite la coppia di americani che ha ospitato mio figlio la scorsa estate ad Orlando.
Dopo tre giorni di tentativi rinuncio al Cenacolo.
Li porto a Firenze: call center efficientissimo, Accademia ed Uffizi prenotati in 3 minuti cronometrati, in un’unica telefonata e con pochissimi secondi di attesa.
Quando mi chiederanno perchè non li porto a vedere l’Ultima Cena dipinta da Leonardo da Vinci e che loro hanno appeso in casa cercherò di non farmi prendere dall’imbarazzo e la butterò sulla mia scarsa conoscenza dell’inglese.

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Miracoli

Ad un certo punto della mia vita ho smesso di chiedere miracoli a Dio.

E ho iniziato a chiederli alle mie scarpe da corsa.

“Portatemi fuori
anche questa volta
da questo schifo di palude”

Non sempre ce la fanno,
ma almeno posso apprezzarne lo sforzo.

scarpe