Dolce e salato

Sono anni che ti conosco, altrettanti che provo per te una sottile invidia: vorrei tanto assomigliarti almeno un po’. Ti osservo e provo a scoprire i tuoi trucchi.

Ma trucchi non ne hai, a parte il filo di mascara ed un tratto di matita leggera sugli occhi. Un vezzo abbastanza inutile considerando che di fronte ai tuoi occhi nessuno riesce a nascondere un moto di sorpresa e meraviglia, per quella forma, per quel colore così insolito.

Non te ne vanti. Anzi, accenni un gesto di fastidio quando qualcuno arriva a farti un complimento esplicito. “E’ che non ho fatto niente per essere così” mi hai detto una volta. Preferisci ti si riconoscano meriti invece che fortune.

Ma la bellezza tuo malgrado si vede prima. Ed è talmente sufficiente che spesso la gente si accontenta di quella e si ferma lì, sui bordi.

Fortunata, non ti sei mai trovata nella condizione di nascondere o cammuffare alcuna parte di te. Apparentemente mai un imbarazzo, in grado di sostenere qualunque tipo di conversazione, tutto ti interessa, ti incuriosisce, ti appassiona.

Sembri il risultato sbagliato di una ricetta nella quale sia finito per sbaglio troppo sale e troppo zucchero: l’aspetto di una torta sontuosa ed al gusto tutt’altro. E soprattutto quella confusione, che nessuno ha ancora capito se sei portata principale o dessert. Quella confusione che troppe volte si è insinuata anche in te, facendoti sentire sbagliata in qualunque momento del pasto.

“Dolce e salato insieme fanno solo rabbia”. Eppure a me sembra tu riesca benissimo ad essere entrambi, nonostante il mondo là fuori ti chieda di scegliere. Tu rimani sulla linea di confine, un passo una volta di qua, poi subito di là, senza esplorare mai davvero nè una terra nè l’altra. Sicura su tutto tranne su dove mettere i piedi. Al punto che a volte ti siedi per terra, ti tiri un cappuccio sugli occhi ed aspetti che piova. Che il buio non ti faccia più vedere il confine. Che la pioggi lo lavi via, il confine. Ma ogni alba ti ritrova lì e tu che che non sai stare ferma troppo a lungo ti rialzi e riprendi a correre.

Sei la persona più difficile a cui fare un regalo o anche solo gli auguri.
Non ti ho comprato niente, starò attenta a non dirti “Buon Natale”.
Ci conosciamo da tanto ma siamo amiche da poco, eppure lo so che sarai un po’ insofferente in questi giorni in cui tutti parlano di cose che non capisci: la famiglia, i pranzi, i regali, la magia, gli affetti, Gesù bambino.
Non ti ho comprato niente.
Ma ti vengo a prendere e ti porto in giro a respirare un po’ di luce.
Tranquilla.
Saranno feste buone.
(Tu me l’hai comprato un libro, vero? 😉 )

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