Tristezza

L’intenzione era probabilmente quella di provare a sorridere, ma quello che ti ritrovi in faccia è una specie di smorfia.
“Mi va stretta pure la corazza” bisbigli guardando altrove. Non ne ho mai indossata una ma una corazza stretta credo sia ancora più fredda e più pesante.
Le dita sono nervose e non trovi di meglio che dar loro da scartare l’ennesimo pacchetto di biscotti. “Se continui così non ci entrerai più e sarai costretta a rinnovare il guardaroba”. Ho una certa abilità nel trovare il lato positivo.
L’idea ti fa sorridere solo un secondo. Poi mi dici che stai provando ad allargare il corpo per farci stare tutto il vuoto che hai. Io rimango un attimo stordita immaginando del vuoto che da dentro spinge contro un’armatura invincibile che sta per cedere ed in mezzo la tua pelle chiara.
“Perchè non farlo uscire, scusa?”
Mi guardi e dietro quello sguardo intravedo la battaglia. Tra te che vuoi tenere tutto tra le tue regole, quella corazza che chiede pietà, quel vuoto che vuole riempirsi di quello che c’è fuori.
Ed esce.
Finalmente.
Tutto dagli occhi.

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