Scusate, ho un vaso da scoperchiare.

vaso

Ok. Richiuso.

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La tentazione delle 3 del pomeriggio.

E’ tutto iniziato come una sorta di ripicca.

Una risposta brusca, durante una telefonata di qualche mese fa, che mi aveva un po’ offesa.
E la decisione di non chiamarlo più se non per questioni urgenti.

All’inizio è stata dura. Ed anche adesso, ogni tanto, verso le tre del pomeriggio, allungo la mano verso il telefono per comporre il suo numero. Ma riesco sempre a trattenermi.

Certo, adesso è più facile. Prima era solo una questione d’orgoglio. Ma ora c’è la certezza che resistere alla tentazione significa guadagnare un momento preziosissimo di serenità e condivisione qualche ora più tardi.

finestra
Di fronte a me, a cena.

Dopo cena ci attardiamo tutti e tre al tavolo, lasciando anche i piatti sporchi, scostando un po’ le sedie per stendere le gambe. A tavola i telefoni non sono ammessi e dove mangiamo non abbiamo la televisione, solo la radio.
Ci siamo salutati al mattino, ci ritroviamo a cena dopo aver percorso strade molto diverse: di materiale ne abbiamo raccolto molto e quello è il momento di condividerlo. Risale in superficie in modo naturale, senza che nessuno debba spalarlo faticosamente a forza di domande. E quindi si parla di quello che è successo a scuola, in officina, in ufficio. Si raccontano successi e insuccessi scolastici, riparazioni più o meno riuscite, grovigli più o meno dipanati. Ci si confronta e ci si prende in giro su quanto si fa in palestra, su una moto, o di corsa. Ci si lamenta dei compagni di classe, degli acciacchi e dei colleghi. Io mi lamento anche perchè lavare i piatti, alla fine, tocca sempre a me.

Alcuni argomenti aspettano che uno dei tre si alzi ed abbandoni la stanza, perchè hanno bisogno di un approfondimento diverso.

Mio marito considera il telefono uno strumento di emergenza e mai gli verrebbe in mente di usarlo per chiedere “Come va?”.
Mio figlio invece padroneggia tutti gli ultimi ritrovati della tecnologia nel campo della comunicazione. Ma un giorno alle tre del pomeriggio mi ha risposto scocciato: “Senti mamma, non è che puo chiamarmi tutti i pomeriggi per chiedermi com’è andata a scuola. Ho da fare!”.

Così arriviamo a sera e nessuno dei tre sa cosa sia successo agli altri.
Curiosità per cena.
Non lo ringrazierò mai abbastanza.