Francamente

Mese: giugno, 2015

Déjà vu

Stamattina a colazione io e mio marito abbiamo avuto un attimo di smarrimento perchè nessuno dei due sapeva dire se e quando nostro figlio fosse rientrato la sera precedente.
Abbiamo scherzato sulla nostra completa mancanza d’ansia, su quanto siamo irresponsabili e sui servizi sociali che ci hanno ignorato finora.
Abbiamo finito con calma latte e caffè, poi gli ho chiesto di andare a controllare.
E in quel momento ho ricordato un’altra mattina di 17 anni fa, quando mi ero svegliata, avevo guardato la sveglia e seduta sul letto avevo contato sulla punta delle dita, più volte, fino a cinque. Mio marito dormiva al mio fianco. L’avevo svegliato e mostrandogli la mia mano aperta gli avevo chiesto, come stamattina: “Per favore, vai tu a controllare”.

Era la prima volta che nostro figlio dormiva per cinque ore di fila ed io pensavo che fosse morto.

Stamattina ero abbastanza sicura che fosse più vivo del solito.

Tempo

Dal cellulare ho tolto tutte le notifiche sonore: social, whatsapp, mail. Ora il telefono pretende la mia attenzione solo quando c’è qualcuno che mi vuole parlare. Per il resto, colleziona simpatiche iconcine sul bordo superiore che aspettano, educatamente, che io decida (o mi ricordi) di dedicare loro del tempo.

Ne ho guadagnato in visuale, con gli occhi sempre più spesso rivolti in alto o davanti a me, e non in basso. Non mi sembra cosa da poco.

Ne ho guadagnato nella gestione del tempo. Che mi piace impiegare in grossi blocchi in tutte le questioni che mi interessano davvero piuttosto che sbriciolarlo dietro ad ogni richiamo. Non mi sembra cosa da poco.

Scegliere il tempo da dedicare ad ogni cosa e non lasciare che ogni cosa si prenda il tempo che vuole.

Non è per niente una cosa da poco.

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