Referendum

Credo molto nell’importanza del voto, di quello consapevole, di quello che ti costringe ad informarti, a pensare, a valutare le possibilità. Credo nell’importanza del voto anche quando, e mi capita spesso, quello che scelgo dopo tanto esplorare e tanto vagliare non è la scelta della maggioranza.
Credo nell’importanza del mio voto in quanto donna, perchè è da poco che noi donne possiamo dire la nostra e secondo me si potrebbe fare la differenza, dovremmo solo convincerci un po’ di più.

Sono sempre andata a votare, anche quando si trattava di scegliere il meno peggio ed il meno peggio non riuscivo a vederlo, anche quando sono stata chiamata a informarmi su argomenti lontani dalla mia capacità di comprensione quanto una piattaforma petrolifera.

Non ho mai voluto essere contata tra i distratti, tra gli indifferenti, tra quelli dei calcoli e controcalcoli, tra quelli del “Fate voi, tanto siete tutti ladri”.

Ma questo referendum mi fa alzare le braccia. Mi arrendo.

Non andrò a votare perchè mi sento trattata da stupida da chi spende i miei soldi facendo finta di chiedere la mia opinione, facendomi una domanda inutile, a cui posso rispondere in un solo modo per poi prendere la mia risposta e servirsene per rafforzare linee di pensiero che non condivido.

No, questa volta non ci sto. E non ci sto con rabbia e delusione, perchè vedo il mio diritto di voto ridicolizzato e strumentalizzato come mai prima d’ora.

Forse sto solo invecchiando, forse con gli anni avanza pure il disincanto ed è normale. Però così è davvero troppo anche per un’ingenua ed un’idealista come me, una a cui brillavano gli occhi all’idea di partecipare al primo voto elettronico.

E vabbeh, mi terrò la curiosità.

Annunci