Francamente

Categoria: Ricette

Hot Cross Buns

Ho trovato un gruppo su facebook che, ogni mese, propone una ricetta ed invita a rifarla, magari personalizzandola e pubblicando una foto del risultato.

In cucina mi muovo come in quasi ogni altro ambito della mia vita: molta approssimazione, molta fretta, molta improvvisazione (del tipo “Oddio, sono le 20.00 e il frigorifero vuoto, che scusa mi invento?” più che “Uhm, ho un sacchetto di patatine e due uova di quaglia, che ci posso tirar fuori?”).

Mi è quindi molto chiaro che l’unica competizione culinaria che posso affrontare è quella con mio marito su chi prepara meglio la pasta in bianco perchè ritengo di essere più brava a dosare il sale.

Però la ricetta di questo mese mi  ha tentata: un po’ lunghina da preparare ma il grosso del tempo se ne va in lievitazione, che è una cosa che mi piace perchè la lievitazione di norma non sporca niente. Ditemi se non viene voglia anche a voi di provare a farla:

L’impasto aveva un ottimo aspetto, ormai era arrivato il momento di fare la croce su ogni panino e poi infornarli. Ero già fiera di quello che pregustavo come una grandissimo successo. Trattandosi di un’operazione che richiede la padronanza di un utensile con cui non vado molto d’accordo ho chiamato l’esperto di casa per quello che riguarda i lavori manuali. E poichè so che la genialità si esprime al meglio in solitudine, l’ho lasciato chino sui miei splendidi panini.

La genialità, ora lo so, va controllata.

Almeno a metà lavoro.

L’avessi fatto non sarebbero usciti tutti così.

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Grissini

Ho trovato questa ricetta semplice per dei grissini buonissimi.

Mai fatto grissini in casa, pensavo non fossero alla mia portata, come la pasta sfoglia o la sacher torte. E invece sono facilissimi e gli uomini di casa ne vanno pazzi.

Sciolgo 15g di lievito di birra in pochi cucchiai di acqua tiepida, dove aggiungo un cucchiaino di miele.

In un altro contenitore sciolgo 10g di sale in 260g di acqua tiepida ed aggiungo 50g di olio di oliva.

Sul tavolo faccio una “fontana” con 550g di farina bianca 00 ed aggiungo i due liquidi. Impasto bene finchè tutto si è amalgamato e l’impasto risulta sodo e morbido. Poi lo stendo in rettangolo lungo, lo spennello di olio e lo metto a lievitare per almeno un’oretta.

Trascorso il tempo necessario, senza impastare, taglio dal lato corto del rettangolo delle strisce di pasta larghe un paio di cm. Le taglio a metà e le tiro, semplicemente, fino a raggiungere la larghezza della teglia.
impasto

Se si vogliono più grossi si può evitare di tagliare la striscia a metà. Io li preferisco più sottili, così cuocendo si seccano e durano più a lungo.

Una volta in teglia potete aggiungere papavero, sesamo, origano, noci o olive tritate, quel che vi pare.
grissini
Vanno in forno a 200° e si cuociono in 12-15 minuti: anche qui, dipende un po’ dai gusti, quindi è meglio tenerli d’occhio.
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Questa è la mia produzione di oggi (lisci, papavero e noci) prima di sfornare l’ultima teglia, giusto per dare un’idea di quanti ne escono con queste dosi.
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Un possibile utilizzo.

Pane fatto in casa da pigri

Spesso, quando non devo andare al lavoro, faccio il pane in casa, usando questa ricetta che ho trovato tempo fa e che non ho più lasciato.
Perchè è facile.
Perchè impegna pochissimo.
Perchè il risultato ti fa fare un figurone che neanche se avessi impastato per tre giorni di fila…

Quando mi alzo, mentre aspetto il caffè, prendo una ciotola piuttosto capiente, la metto sulla bilancia, peso 370 g di acqua, le faccio fare un giro di 30 secondi in microonde e poi le sciolgo dentro mezzo cubetto di lievito di birra  (12-15 g.). Rimetto tutto sulla bilancia, azzero la tara e butto nella ciotola mezzo chilo di farina bianca (quella che trovo in casa: tipo 00, manitoba, metà e metà…. come capita capita). Sì, è da scandalo buttare la  farina così tutta insieme, ma venite a dirmelo il sabato mattina…
Mescolo velocemente con una forchetta, aggiungo un po’ di sale fine (eh… io vado un po’ a occhio, saranno una quindicina di grammi), continuo a  girare finche viene un composto abbastanza omogeneo.
Fine.
Davvero.
Anche perchè a questo punto il caffè è pronto. Il tempo di spargere un po’ di farina sopra il composto, di coprire la ciotola con un po’ di pellicola trasparente e di mettere il tutto in un posto tiepido e tranquillo.
Non dovrete fare altro, fa tutto lui. Adoro questa parte…
Dopo un paio d’ore verso il composto in una teglia da forno: ecco, a questa fase sto attenta (d’altra parte sono in piedi da due ore… sempre che nel frattempo non sia tornata a letto), cerco di versarlo con molta delicatezza, facendolo praticamente scivolare lentamente ed aiutandomi con un leccapentola (è il mio attrezzo preferito, in cucina…).
Lascio lievitare ancora per un po’: mezz’ora, un’ora, due, quindici… il tempo che c’è.
Poi metto la teglia in forno e lo accendo: 200 gradi per 40 minuti.
Et voilà.

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Non ci crederanno che l’avete fatto voi pur avendo dormito tutta mattina!

(La ricetta base l’ho trovata sul forum di cookaround dove potete trovare anche tutte le varianti oltre a migliaia di altre ricette)

La fine del cavolfiore e della creme fraiche

cavolfiore

Qualche giorno fa ho chiesto consiglio ai miei contatti su Twitter per come utilizzare della “creme fraiche” che avevo acquistato ma che non sapevo come usare.

Tra le varie segnalazioni sono stata incuriosita da quella di Paolo (twitter.com/slocum67) che mi ha proposto una ricetta dal sito http://www.ilpastonudo.it/

Semplice ma curiosa: una zuppa di cavolfiore con gorgonzola e pere. In casa mia il ragazzo detesta le verdure mentre l’uomo non ama nè il gorgonzola nè le zuppe. E così, credo per la prima volta in vita mia, mi sono preparata un piatto un filo elaborato solo ed esclusivamente per me.

Ho fatto soffriggere a fuoco basso una cipolla tagliata sottile con un po’ di burro ed ho poi aggiunto le cimette di un piccolo cavolfiore. Ho salato, pepato, aggiunto 500 g di acqua, una foglia di alloro (serviva anche il timo ma non l’avevo in casa) e fatto cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti. Al termine ho tolto l’alloro, ho aggiunto 100 g della famigerata “creme fraiche” e ho passato tutto con il minipimer.
Fino qui sembrava una banalissima vellutata di cavolfiore.
Metterla in un piatto, aggiungere al centro qualche pezzetto di gorgonzola, qualche pezzetto di pera, un giro d’olio crudo, una spolverata di pepe bianco ed una fetta di focaccia tostata l’ha resa divina.
Ne ho spazzolati due piatti e me ne è rimasta ancora un po’ per domani.
Gli uomini di casa mi guardavano perplessi addentando tranci di pizza.
Bah.

Torta ricottosa

ricotta

Nel robot da cucina ho messo 250 g di farina e 125g di burro freddo a pezzetti e l’ho azionato alla massima velocità. Ho aggiunto poi 60 g di zucchero (così però la base è venuta poco dolce), qualche goccia di aroma alla vaniglia, un pizzico di sale e 50 cl di latte. Ho mescolato bene, ho tolto l’impasto dal robot, l’ho avvolto nella pellicola e l’ho messo in frigorifero a riposare.
Credo basti un’oretta, io temo di avercelo lasciato un po’ di più. Dopodichè l’ho steso e l’ho messo in uno stampo a cerniera.
Ho quindi preparato il ripieno lavorando 3 tuorli, 120 g di zucchero, aggiungendo  500 g di ricotta fresca (il fromage blanc non l’avevo trovato…), 40 g di fecola di mais, ancora un po’ di aroma alla vaniglia e tre albumi montati a neve. La ricetta non lo prevedeva ma avevo in casa due quadrotti di cioccolato fondente che erano molto attratti dalla crema alla ricotta: li ho tagliuzzati ed aggiunti all’impasto. Ho versato poi il tutto sopra la base che avevo preparato nella tortiera e messo in forno a 200° per una quarantina di minuti.

In casa mia è durata meno di 24 ore.

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